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MANGIARE FUORI E BENE COSTA MENO IN LOMBARDIA

"La Gola in Viaggio" (Sitcom Editore): su oltre 1.000 ristoranti recensiti, in più della metà si spende meno di 40 € a testa.

Chi l'ha detto che in Lombardia essere buongustai è un privilegio per pochi? Su un totale di 1.061 ristoranti degni di questo nome disseminati nelle 12 province della regione, in ben 551 (oltre la metà) è possibile consumare un pasto completo spendendo meno di 40 € a testa: per essere più precisi, in 474 locali (la maggior parte) il conto medio per persona si aggira tra i 26 e i 40 €, ma si può mangiare bene anche spendendo tra i 16 e i 25 € o addirittura 15 € o meno (rispettivamente 67 e 10 i ristoranti con tali requisiti).

In tempi di crisi, insomma, anche i ristoratori si adeguano alle ridotte disponibilità economiche dei clienti, adottando una politica volta al contenimento dei prezzi, senza tuttavia incidere sulla qualità dei menù offerti.
Lo si evince dalla consultazione della guida gastronomica "La Gola in Viaggio" (Sitcom Editore), che è stata presentata a Milano il 23 ottobre, al Mondadori Multicenter di Piazza Duomo, alla presenza del giornalista enogastronomico Alberto Marcomini, di Marco Rossetti, autore e conduttore del canale televisivo Alice, di Francesca Topi, responsabile dello stesso canale, e di Corrado Azzolini, amministratore delegato di Sitcom Editore.

Certo, per chi non guarda al portafoglio quando si tratta di cedere ai peccati di gola, in Lombardia il conto pro-capite può arrivare anche a superare i 75 € (in 67 ristoranti), anche se molto più spesso si aggira tra i 41 e i 50 € (254) e tra i 51 e i 75 € (192). Per quest'anno, tuttavia, la tendenza che va per la maggiore è quella tesa al risparmio, che vede il proliferare, a ridosso della metropoli milanese, di wine bar, enoteche e osterie dove poter stuzzicare specialità locali e bere bene a meno di 15 €.

Qualche esempio? L'Enoshop Bar Franco, a Busto Arsizio (Varese), è l'ideale per «una pausa veloce in piedi –scrivono i commentatori de "La Gola in Viaggio"- fra un buon vino (la cantina conta più di 700 etichette) e un piatto gustoso e raffinato, tratto da ricette tipiche regionali, ma riviste e innovate: salmone al Muscadè, pizzoccheri, timballi di riso e di pasta, polenta e "bruscitti" (carne tagliata grossolanamente e cotta con vino e spezie)». A conduzione familiare e in un ambiente rustico, invece, il Crotto Quartino, a Piuro (Sondrio), nel cuore del bosco, al confine con la Svizzera, è una tappa assolutamente da non perdere per gli amanti della vera cucina lombarda. Il menù? «Quasi d'obbligo il "misto a la piota": costine, salsicce, patate e peperoni, tutto cotto su pietra ollare o serpentino. Altrimenti ottima bresaola, pizzoccheri chiavennaschi, polenta taragna. Vino sfuso locale, aspro e traditore, e qualche buona bottiglia valtellinese. Anche i liquori sono nostrani (delizioso quello alla salvia e limone)». Pure in questo caso non si spende più di 15 €, vini esclusi.

Tutti promossi a pieni voti da "La Gola in Viaggio", poi, i locali lombardi che rientrano nella fascia di prezzo 16-25 €. Ancora una volta a fare la parte del leone sono le province minori. Nel piccolo borgo medievale di Varzi (Pavia) spicca il Ristorante Caffè Torino, «di antica tradizione, dove è possibile assaporare la cucina tipica del territorio e, in virtù della posizione, anche qualche piatto di matrice piacentina: salumi, primi fatti in casa, come i ravioli di brasato o le tagliatelle con sugo di lepre, e poi i secondi di carne (bolliti, arrosti, stufati)».

In tutt'altro contesto, quello industriale di Dalmine (Bergamo), a ridosso dello svincolo dell'A4, è assolutamente raccomandata una pausa mangereccia al Daina per assaporare «i "casonsèi" e, in genere, le paste ripiene; buone anche le carni (spiedini, tagliate, filetti, bistecche), specialità della casa, e la genuina polenta con i funghi. Per i più esigenti, infine, non manca qualche piatto di mare, tra cui la gustosa grigliata mista. Il vino rosso sfuso e qualche etichetta lombarda completano l'offerta». Con 25 €, comprensivi di vino della casa, ci si può leccare i baffi, strano a credersi, persino a Bellagio (Como), al Belvedere Macallè. Si tratta di una baita in mezzo al bosco, raggiungibile in auto o in bici. «Si può mangiare in cortile, nella sala interna o nella veranda coperta, da cui si gode una vista impagabile sul lago. Vi si trovano le cose della tradizione locale: salamini sott'olio, missoltini, pizzoccheri, "unta" (polenta annegata nel burro, con formaggella magra) e la miascia, la torta rustica con farina gialla e frutta fresca o secca».
Buona cucina e prezzi contenuti (26-40 €) sono appannaggio, infine, anche di numerosi agriturismi che sempre più si specializzano per deliziare il palato dei loro ospiti.

"La Gola in Viaggio" segnala, tra gli altri, Gippone, a Pisogne (Brescia), dove, tra «animali e prodotti della terra, in tavola arriva tutto quanto è stato fatto in casa: dai salumi (anche di oche nostrane e di pecora) alle confetture ai formaggi, alle carni, alle verdure, alle torte». A Schignano (Como) da non perdere è Al Marnich, che annovera tra le sue specialità «gli gnocchi di castagne con radicchio e funghi e lo stracotto d'asina con polenta taragna, ma anche le tagliatelle con salsiccia cotta in vino bianco con le cipolle, il maialino al forno con patate, la torta di ricotta con gocce di cioccolato e il gelato ai lamponi». A Pizzighettone, nel Cremonese, la Cascina Valentino, che apre solo su prenotazione, offre «polenta "consa", tortelli di zucca, fegato di vitellone con frutta flambé. Il menu è fisso, a 30 euro circa, escluse le bevande, comprende 2 o 3 antipasti, 2 primi fra cui, immancabile, un risotto, un secondo (ma agli stomaci capienti non ne viene negato un altro), formaggi e dolce».

Per chi non vuole allontanarsi troppo da Milano, infine, basta fare un salto a Besate, nel verde del Parco del Ticino, per imbattersi in un'azienda agricola dedita al biologico, la Cascina Caremma. Qui «si pranza nel vecchio granaio o in una saletta con camino e soffitto in legno. Il menu è guidato: dagli antipasti di salumi e verdure ai risotti (ottimo quello alle sei erbe del parco) e ai secondi di carne. Un pasto completo costa circa 30 euro (esclusi i vini). Ci sono anche alcune camere per soste rilassanti e un'attrezzata Spa con percorsi benessere aperta anche ai clienti esterni. In cascina si organizzano anche corsi di varia natura (es. la preparazione del pane nel mulino ad acqua)».